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Pinacoteca Comunale Castiglion Fiorentino

MUSEUMS

Pinacoteca Comunale

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PHONE NUMBERS AND TIMES

Pinacoteca Comunale
Via del Cassero, 6 52043 Castiglion Fiorentino

Telephone 0575/657466

Website: http://www.icec-cf.it


Business card (vCard)


La Pinacoteca Comunale è ospitata nei locali restaurati dell'antica chiesa di S. Angelo situata all'interno del recinto difensivo del Cassero. Tale chiesa è un organismo di fondazione medievale (XI sec.) che nel Cinquecento ha subito notevoli trasformazioni col passaggio a convento di clausura e la costruzione di un "coro delle monache" al posto dell'antica abside. La raccolta conservata è costituita in prevalenza da opere di arte sacra, con importanti dipinti di scuola toscana dal XIII al XVII secolo e rari esemplari di oreficeria medievale, tutte opere provenienti da chiese e monasteri di Castiglion Fiorentino e del suo territorio.
Recenti scavi hanno portato alla luce materiali fittili relativi alla decorazione di un santuario etrusco, tra cui si distinguono alcune antefisse a testa leonina (databili tra V-IV sec. a. C.) e una notevole sima frontonale con testa di Gorgone, completata da una delicatissima decorazione floreale con gigli che conserva alcune tracce della policromia originaria (inizi del IV secolo).
La Pinacoteca è organizzata per sezioni tematiche. Nella Sacrestia Vecchia sono riuniti tre preziosissimi oggetti d'oreficeria medievale: la duecentesca Croce Santa, opera di straordinaria ricchezza eseguita da orafi francesi con le tecniche dello smalto e della filigrana e arricchita da pietre preziose; la Stauroteca di manifattura mosana (secc. XII-XIII), reliquario contenente frammenti della Croce, a forma di croce greca, in rame dorato ornato da placchette smaltate con i simboli dei quattro Evangelisti e pietre dure incastonate; il Busto di Sant'Orsola, degli inizi del Trecento, splendido reliquiario a forma di busto femminile raffigurante la Santa leggendaria figlia di un re di Bretagna che subì il martirio insieme ad undicimila vergini per salvare la città di Colonia, realizzato in argento dipinto e dorato, cesellato e ornato di smalti, paste vitree, e perle. A questi pezzi si aggiungono altri preziosi oggetti di oreficeria sacra. La sezione dedicata alla pittura comprende dipinti su tavola e tela dal Duecento al Settecento.
Assai interessante è la Croce degli inizi del Duecento, tra le più antiche testimonianze della pittura in territorio aretino. Vi è raffigurato il Cristo trionfante eretto sulla croce e con gli occhi aperti, secondo la più antica iconografia bizantina. Un'altra Croce, di scuola umbra della seconda metà del Duecento, raffigura il Christus Patiens, secondo un'iconografia consueta nella pittura medievale che tende ad esaltare l'aspetto drammatico della morte del Salvatore. Testimonianza importante della pittura del Trecento di scuola giottesca fiorentina è il frammento centrale di una Maestà di Taddeo Gaddi (1325-1328), che esprime un delicato equilibrio tra toni cromatici e suggerimenti plastici. I vertici qualitativi della raccolta sono le due tavole quattrocentesche di Bartolomeo della Gatta raffiguranti S. Michele Arcangelo, protettore di Castiglion Fiorentino, benedicente e vincitore sopra il drago - e le Stigmate di San Francesco (1486), opere in cui si fondono i richiami all'arte fiorentina, la lezione volumetrica e luministica di Piero della Francesca e gli influssi della pittura fiamminga. Degni di nota sono pure due scomparti di un polittico del senese Giovanni di Paolo con lo Sposalizio Mistico di Santa Caterina (1457), di gusto ancora goticheggiante, e i quattrocenteschi dipinti di Iacopo del Sellaio (La Probatica Piscina) e dello Pseudo Pier Francesco Fiorentino (Adorazione del Bambino con S. Giovannino). Numerose sono le opere di scuola fiorentina del Cinquecento, tra cui la pala con l'Adorazione dei Pastori attribuita ad Antonio di Donnino del Mazziere, allievo del Franciabigio, e la bella Madonna col Bambino e S. Giovannino di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio. Per la pittura del Settecento è da segnalare l'ovale con l'Estasi di S. Caterina da Siena e S. Teresa d'Avila (1723), del fiorentino Giovan Domenico Ferretti.

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Adorazione dei Pastori

IL DONINO (1538)

Crocifisso del Cristo trionfante

(Primi anni del XIII secolo)

Crocifisso ligneo dipinto del XIII secolo

Madonna col Bambino e San Giovannino

(Seconda metÓ del XV secolo)

Madonna col Bambino e San Giovannino

MICHELE DI RIDOLFO DEL GHIRLANDAIO (metÓ XVI secolo)

Madonna col Bambino e Sant'Anna

LUCA SIGNORELLI (prima metÓ XVI secolo)

Madonna col Bambino e santa Caterina d'Alessandria

GIOVANNI DI PAOLO (1457)

Mdonna in trono col Bambino e un cardellino (frammento)

TADDEO GADDI (Prima metÓ del XIV secolo)

Probatica Piscina

(fine XV secolo)

San Francesco

MARGARITONE D'AREZZO (Primi anni della seconda metÓ del XIII secolo)

san Francesco che riceve le stimmate

BARTOLOMEO DELLA GATTA (1486)

San Girolamo

FRANCESCO DAGGI¨ (metÓ del XVIII secolo)

San Michele Arcangelo

BARTOLOMEO DELLA GATTA (Seconda metÓ del XV secolo)

Santa Teresa d'Avila e Santa Caterina

GIANDOMENICO FERRETTI (1723)

Tondo della Vergine in adorazione del Bambino con San Giuseppe

MAESTRO DI SANTO SPIRITO (metÓ del XVI secolo)

Vergine col Bambino e la rondine

MATTEO DI GIOVANNI (Anni 70 del XV secolo)